europa creativa beam up

Il progetto BEAM UP è stato selezionato da Europa Creativa

Atlante Servizi Culturali si aggiudica per la seconda volta un importante bando europeo, affiancato in questa nuova esperienza dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri.
Relazioni internazionali, accessibilità e strategie di partecipazione: parte da Città di Castello un progetto biennale su arte contemporanea e disabilità visiva Fra i 380 progetti presentati da 34 Paesi europei al programma Europa Creativa 2020, ne sono stati cofinanziati solo 93: fra questi c’è BEAM UP. Blind Engagement in Accessible MUseum Projects, presentato da Atlante Servizi Culturali in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri.
Una proposta finalizzata a creare, in tre diversi paesi europei, gruppi di lavoro multidisciplinari, composti da professionisti museali, esperti di disabilità visiva e persone cieche o ipovedenti, che lavoreranno insieme per produrre attività ed eventi espositivi altamente accessibili e stimolanti.
Il lavoro in sinergia fra competenze ed esperienze diverse a livello locale sarà accompagnato da un costante confronto e supporto a livello internazionale, grazie alle importanti istituzioni europee partecipanti: Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri (Italia), MSU, il Museo di Arte Contemporanea di Zagabria (Croazia) e The Glucksman, University College Cork (Irlanda) per il settore museale e Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano per il campo della disabilità visiva.
A questi partner si aggiunge il sostegno di una solida rete transnazionale a cui aderiscono: Museo Tiflologico di Zagabria, I.Ri.Fo.R. (Ente Nazionale per la Formazione, Ricerca e Riabilitazione per la disabilità visiva), EBU (European Blind Union International) e UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, sezione di Siena).
Di fondamentale importanza la partecipazione della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, che consolida l’efficace operatività che sta portando avanti ormai da alcuni anni con Atlante Servizi Culturali e che dimostra ancora una volta di caratterizzarsi come una delle massime istituzioni italiane dell’arte contemporanea.
La significativa selezione superata da Atlante Servizi Culturali arriva dopo un altro finanziamento, già ottenuto nel 2017 nell’ambito dello stesso programma europeo, per il progetto “VIBE. Voyage Inside a Blind Experience”. Conclusosi con successo nel 2019, VIBE ha prodotto una mostra sperimentale per affrontare in maniera innovativa e inclusiva il rapporto fra arte astratta e disabilità visiva e permettere allo stesso tempo al consueto pubblico vedente di sperimentare nuove modalità di coinvolgimento nella visita ad un’esposizione.
Ciò che emerge dai risultati resi noti dal Desk Italia Europa Creativa – Ufficio Cultura per la Call EACEA 32/2019 Support to European Cooperation projects 202 (small scale projects) è l’elevato numero dei progetti a leadership italiana ammessi al cofinanziamento europeo (15 proposte selezionate) e che l’Italia si attesta al primo posto per l’ammontare del cofinanziamento europeo per i progetti di piccola scala.
“Questi risultati – ha commentato il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini – premiano l’impegno di tutti gli attori coinvolti soprattutto in un momento così difficile per i settori culturale e creativo. E confermano che la creatività italiana non è soltanto nei grandi maestri del passato ma è presente e in fermento nelle migliaia di giovani imprese culturali e creative che con fantasia e intelligenza offrono nuove opportunità di sviluppo per il paese”.

Il progetto è stato finanziato dall’agenzia europea EACEA per un importo complessivo approvato pari ad € 368872,00, finanziato per € 199.998.

vedere con le mani

Vedere con le mani. Percorso tattile sulle forme e i colori di Josef Albers

8 settembre 2019 — 19 gennaio 2020

Castelgrande, Sala Arsenale CH – 6500 Bellinzona

Un progetto a cura di Atlante Servizi Culturali

Josef Albers credeva che la percezione dell’opera avvenisse attraverso uno sforzo individuale per stabilire con essa una relazione. Ripercorrendone le forme lo spettatore può “imparare ad aprire gli occhi” per ricostruire l’opera in sé stesso. Il percorso tattile Vedere con le mani, si ispira a quest’approccio esperienziale e indaga le potenzialità di una mostra fruibile a tutti, in particolar modo al pubblico con disabilità visiva. Attraverso riproduzioni tattili di alcune opere si potranno conoscere in maniera nuova le strutture compositive e le forme; i tavoli e le esercitazioni pratiche sul colore evidenzieranno la relatività della percezione ottica e con il corridoio sensoriale sarà possibile sperimentare al buio i materiali propri alla ricerca di Albers. Documentazioni video e audio inoltre, accompagneranno inoltre il visitatore nell’approfondimento di un nuovo metodo di accessibilità e conoscenza sensoriale dell’arte astratta.

La mostra si abbina all’esposizione Josef Albers. Anatomia di un <<Omaggio al Quadrato>> in corso a Villa dei Cedri a Bellinzona

Vedere con le mani.
Percorso tattile sulle forme e i colori di Josef Albers
a cura di
Gregorio Battistoni
Giulia Grassini
Elisa Nocentini
Lorenzo Martinelli

In collaborazione con: The Josef and Anni Albers Foundation e Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano

Allestimento: Atlante Servizi Museali

Catalogo: Magonza Editore

Grafica: Raffaello Chiarioni

Modelli tattili: The Josef and Anni Albers Foundation, Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano, Tooteko, Atlante Servizi Culturali


Audioguide: Tooteko

INFO: +41 (0)91 825 21 31
info@bellinzonese-altoticino.ch www.bellinzonese-altoticino.ch

Ingresso: CHF 5 | EUR 5 Ridotti: CHF 3 | EUR 3

Orari Castelgrande: fino al 3 novembre Lunedì – domenica 10 – 18 dal 4 novembre Lunedì – domenica 10.30 – 16

Prenotazioni Castelgrande: Per visite guidate per scuole e gruppi, informazioni e iscrizioni, rivolgersi a Bellinzonese e Alto Ticino Turismo +41 (0)91 825 21 31

autunno medioevo umbria

Visite guidate a “L’Autunno del Medioevo in Umbria”

L’AUTUNNO DEL MEDIOEVO IN UMBRIA

Cofani nuziali in gesso dorato e una bottega perugina dimenticata

a cura di Andrea De Marchi e Matteo Mazzalupi

Dal 21 settembre 2019 al 06 gennaio 2020 

Il focus centrale della mostra è rappresentato da una serie di cassoni nuziali del Quattrocento, arredi in uso nelle dimore rinascimentali italiane, di cui si conservano pochi esemplari, alcuni ascrivibili a Giovanni di Tommasino Crivelli e alla sua bottega perugina oltre che alcune opere che ben testimoniano la cultura tardogotica che si respirava ancora a Perugia nei primi decenni del Quattrocento, in primis la Madonna con il Bambino e angeli di Gentile da Fabriano, e le opere di pittori a lui coevi come il perugino Benedetto Bonfigli.

Questi pregiati manufatti raccontano frammenti preziosi della vita privata delle nobili famiglie che li avevano commissionati, documentando uno spaccato della cultura figurativa perugina, e non solo, del XV secolo.

Un’insolita quanto preziosa esposizione che documenta uno spaccato della cultura figurativa perugina, e non solo, del XV secolo. in un momento delicato di transizione, dove artefici tenacemente nostalgici della civiltà degli ori tardogotici convissero con altri diversamente aperti alla nuova lingua dell’Angelico e di Filippo Lippi, come Benedetto Bonfigli e Bartolomeo Caporali.

Dal 21 settembre 2019 al 6 gennaio 2020 la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia ospita un’insolita quanto preziosa esposizione che documenta uno spaccato della cultura figurativa perugina, e non solo, del XV secolo.

La mostra, dal titolo L’Autunno del Medioevo in Umbria. Cofani nuziali in gesso dorato e una bottega perugina dimenticata, curata da Andrea De Marchi e Matteo Mazzalupi, raccoglie cassoni o cofani nuziali, raffinati elementi di arredo in uso nelle dimore rinascimentali italiane, rari frammenti della vita privata delle ricche famiglie che li avevano commissionati. Solo pochi esemplari sono giunti fino ai giorni nostri: l’esposizione diviene, così, l’occasione per radunare e mettere a confronto i pezzi, facendo conoscere un aspetto inedito, intensamente profano, dell’arredo di lusso domestico nel pieno Quattrocento.

Oltre ai cassoni nuziali provenienti dalle principali collezioni d’arte italiane ed europee quali la Galleria Nazionale delle Marche, lo Städel Museum di Francoforte, il Muzeum Narodowe di Varsavia e il Victoria & Albert Museum di Londra, in mostra anche un nucleo di dipinti ascrivibili alla stessa bottega, il cui responsabile può essere forse identificato con la personalità, a oggi poco nota, di Giovanni di Tommasino Crivelli.
Per poter meglio contestualizzare la figura poliedrica di questo artista verranno esposte inoltre alcune opere che ben testimoniano la cultura tardogotica che si respirava ancora a Perugia nei primi decenni del Quattrocento, in primis la Madonna con il Bambino e angeli di Gentile da Fabriano, e le opere di pittori a lui coevi come il perugino Benedetto Bonfigli. Si offre, così, uno spaccato della cultura figurativa perugina in un momento delicato di transizione, dove artefici tenacemente nostalgici della civiltà degli ori tardogotici convissero con altri diversamente aperti alla nuova lingua dell’Angelico e di Filippo Lippi, come Benedetto Bonfigli e Bartolomeo Caporali.

I cassoni nuziali, antenati della moderna cassapanca, venivano costruiti sempre in coppia ed erano destinati a contenere il corredo delle spose di famiglie nobili e borghesi. Al momento dell’insediamento della donna nella casa del marito, o domumductio, venivano trasportati nella camera matrimoniale e lì conservati. Il coperchio, i fianchi e il retro erano raramente decorati, mentre assai più spesso gli ornamenti si concentravano sulla faccia anteriore: in pittura, in intaglio, in gesso dorato (talvolta chiamato pastiglia) o utilizzando più tecniche insieme, erano composti secondo moduli che tendono a differenziarsi tra regione e regione e che rivelano spesso la provenienza da una precisa area geografica.

Vari anche i temi raffigurati, dai semplici motivi animali o vegetali, ripetuti talvolta in modo seriale, alle vere e proprie narrazioni, cortei e feste nuziali, ma anche episodi tratti dalla mitologia e dalla storia greca e romana, dalla Bibbia, dai romanzi medievali, scelti perlopiù tra quanti meglio richiamavano le virtù tipiche della vita matrimoniale e ne condannavano i vizi. Della decorazione facevano spesso parte gli stemmi delle famiglie degli sposi, generalmente secondo le regole dell’araldica che ponevano l’arma dell’uomo alla sinistra dell’osservatore, quella della donna alla destra: è proprio lo studio di questi dettagli a permettere oggi di ricondurre opere erratiche al loro originario contesto di provenienza, nei casi più fortunati addirittura a un preciso matrimonio e quindi a una cronologia sicura.


In occasione di questa mostra Atlante svolgerà un servizio di visite guidate.

Orari

dal 21 settembre al 3 novembre 2019

lunedì: 12.00-19.30
martedì–domenica: 8.30–19.30 ultimo ingresso: 18.30

dal 4 novembre 2019 al 6 gennaio 2020

martedì–domenica: 8.30–19.30
chiuso: lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio

Ingresso gratuito tutte le prime domeniche del mese

Biglietti:

intero, €8,00;

ridotto €4,00 e gratuito  (per le singole categorie consultare www.gallerianazionaledellumbria.it/visita)

ridotto, € 2,00 per 18-25 anni;

Card Perugia Città Museo

Informazioni: Tel. 075.58668436; gallerianazionale@beniculturali.it;

Biglietteria/Bookshop: Tel. 075.5721009; gnu@sistemamuseo.it;

jimmy katz gnu

Visite guidate “Jimmy Katz. Closed session”

Per il quarto anno consecutivo, la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia rinnova la collaborazione con le rassegne musicali di caratura internazionale della regione, quali Umbria Jazz, L’Umbria che spacca e Trasimeno Music Festival e apre le proprie sale alle note di grandi musicisti.
Per l’occasione, dal 28 giugno al 1° settembre 2019, la Galleria Nazionale dell’Umbria ospita la mostra di Jimmy Katz, pluripremiato fotografo dei più illustri musicisti jazz.
L’esposizione, dal titolo Closed Session di Jimmy Katz,curata da Marco Pierini,raccoglie 80 immagini firmate dal grande fotografo americano. Katz in oltre due decenni di attività ha immortalato sullo sfondo di New York i principali attori della scena jazz quali Cassandra Wilson, Herbie Hancock, Sonny Rollins, Keith Jarrett, Ornette Coleman, Chick Corea, Brad Mehldau, Pat Metheny e molti altri. In studio, nei club, nelle strade, al lavoro o a riposo, i musicisti sono ritratti nel loro aspetto più intimo, imitando di fatto il processo di improvvisazione del jazz stesso.
“Lo stile che Jimmy Katz ha sviluppato negli anni è diventato un tratto distintivo nell’iconografia della fotografia jazz, paragonabile alla tonalità della tromba di Louis Armstrong o al suono del sax di John Coltrane”, afferma Michael Cuscuna, celebre produttore discografico e studioso di jazz.


28 giugno – 1° settembre 2019
Orari: da martedì a domenica, 8.30-19.30; lunedì 12.00-19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)
Biglietti: intero, €8,00;
ridotto speciale, €4,00 (su presentazione del biglietto di uno dei concerti del Trasimeno Music Festival o di Umbria Jazz);
ridotto, € 2,00 per 18-25 anni;
Gratuito (per le singole categorie consultare www.gallerianazionaledellumbria.it/visita); Card Perugia Città Museo.
Informazioni: Tel. 075.58668436; gan-umb@beniculturali.it
Biglietteria/Bookshop: Tel. 075.5721009; gnu@sistemamuseo.it
Sito internet: www.gallerianazionaledellumbria.it

vibe voyage inside a blind experience siena

Evento finale progetto VIBE. 18 luglio 2019, Auditorium Regione Lombardia, Milano

Si avvicina l’evento conclusivo del progetto VIBE. La mostra ha toccato tre prestigiose sedi espositive, Santa Maria della Scala di Siena (Italia), The Glucksman – Cork University College (Irlanda) e il Museo di Arte Contemporanea di Zagabria (Croazia), attirando oltre 75mila visitatori in soli 9 mesi espositivi.

Questi ed altri risultati saranno presentati giovedì 18 luglio all’Auditorium Giovanni Testori, Piazza Città di Lombardia.

La partecipazione è gratuita tramite registrazione OBBLIGATORIA al seguente link:

REGISTRATI ORA

Ogni partecipante iscritto avrà diritto a ricevere, al termine dei lavori, un voucher esclusivo per l’accesso alla mostra Dialogo nel Buio

Info

Per accedere all’evento è INDISPENSABILE IL DOCUMENTO D’IDENTITÀ
Registrazione partecipanti: ore 8.45
Inizio dei lavori: ore 9.45
Fine dei lavori: ore 12.45
L’evento sarà videoregistrato.

Scarica il programma

madonna benois perugia

Visite guidate a LEONARDO. LA MADONNA BENOIS

DAL 4 LUGLIO AL 4 AGOSTO 2019

La Madonna Benois dalle collezioni dell’Ermitage alla Galleria Nazionale dell’Umbria (Perugia)

“Due giovin par d’etade e par d’amore”, con questi versi Giovanni Santi nelle sue Cronache Rimate del 1482 ricorda il profondo rapporto che legò i due artisti mentre lavoravano insieme come giovani apprendisti nella bottega fiorentina del Verrocchio, “frequentazione” di cui si possono cogliere tracce in alcune opere di Pietro Vannucci detto Il Perugino, eseguite al suo rientro in Umbria da Firenze, conservate nella Galleria Nazionale dell’Umbria.

La possibilità di istituire un confronto iconografico tra i due artisti è la ragione scientifica dell’esposizione dal 4 luglio al 4 agosto alla Galleria Nazionale dell’Umbria della Madonna Benois, capolavoro giovanile di Leonardo da Vinci, che arriverà in Italia in occasione delle celebrazioni del cinquecentenario leonardiano.

Prestito eccezionale dalle collezioni dell’Ermitage di San Pietroburgo, la “Madonna Benois” di Leonardo da Vinci torna in Italia a 35 anni dalla sua unica esposizione.

La mostra, organizzata in collaborazione con Villaggio Globale International, Museo Ermitage, Regione Umbria con il patrocinio del Comune di Perugia e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e Knoll , rinsalda il legame già in essere tra la Galleria Nazionale dell’Umbria e il Museo Ermitage di San Pietroburgo: La lavandaia, capolavoro di Jean Siméon Chardin dell’Ermitage esposta alla mostra della Galleria dedicata alle Bolle di sapone da poco conclusa; lo scorso dicembre l’Annunciazione della Vergine Maria di Piero della Francesca, cimasa del Polittico di Sant’Antonio, era stata eccezionalmente prestata dalla Galleria perugina al museo russo, che ora sceglie di celebrare il genio del grande artista toscano proprio nel suo paese natale.

La Madonna Benois, icona conosciuta nel mondo, è un’opera chiave del giovane Leonardo da Vinci. Dipinta con ogni probabilità tra il 1478 e il 1480, segna la sua indipendenza dallo stile e dalla formazione di Verrocchio, nella cui bottega il maestro era entrato circa 10 anni prima: un manifesto di quella “maniera moderna” di cui l’artista fu iniziatore. Al suo secondo impegno su uno dei temi religiosi più diffusi, all’età di ventisei anni, l’artista rompe con la tradizione e inventa una nuova figura di Maria: non più l’imperturbabile Regina dei cieli, ma una semplice madre che gioca con il proprio figlio.

Per questa occasione Atlante si occuperà del servizio di visite guidate all’opera.

Orari: da martedì a domenica, 8.30-19.30; lunedì 12.00-19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)

Biglietti: intero, € 8,00; ridotto, € 4,00, Gratuito (per le singole categorie consultare il sito www.gallerianazionaledellumbria.it/visita); Card Perugia Città Museo

Informazioni: Tel. 075.58668436; gallerianazionaleumbria@beniculturali.it

Biglietteria/Bookshop: Tel. 075.5721009; gnu@sistemamuseo.it

corpo arte1

Proposta didattica per l’a.a. 2019-2020 per scuola d’infanzia e primaria

Fin dalle prime forme di rappresentazione e attraverso le varie epoche il corpo umano è il soggetto di diverse pratiche artistiche. Senza il corpo non ci sarebbe l’arte stessa, così come tutto ciò che è prodotto umano. Ogni opera che rappresenti e parli attraverso il corpo si pone in diretto riferimento con ogni individuo, a comprensione non è mediata e l’empatia agevolata. L’uso del corpo come soggetto/oggetto assume oggi di volta in volta intenti e significati nuovi, disparati e talvolta opposti. Dalla continua indagine sulla forma fino alla sua trasfigurazione, agli innumerevoli temi a cui il corpo è chiamato continuamente a esser simbolo. Il corpo esattamente come l’arte è lo spazio e la sorgente della comunicazione. Atlante Servizi Culturali propone per l’anno scolastico 2019/2020, cinque moduli per indagare le forme artistiche e le pratiche espressive del contemporaneo attraverso gli strumenti dei sensi e della corporeità.

I singoli appuntamenti sono pensati per un massimo di 25 alunni e una durata di due ore, possono essere svolti a scuola, prevedendo in alcuni casi spazi più ampi. Tutti i materiali saranno forniti dagli operatori. Le tempistiche e gli orari sono da definirsi con gli insegnanti.


Per saperne di più, per aderire al progetto con la propria scuola o per concordare una proposta con i nostri operatori: atlanteserviziculturali@gmail.com

edu sostenibile1

Progetto regionale “Edu Sostenibile – la comunità nella sostenibilità educativa per l’infanzia”

Atlante partecipa a “Edu Sostenibile”, progetto che contribuisce alla rimozione degli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Si rivolge a oltre 10.000 bambini tra gli zero e i sei anni, specialmente ai loro genitori e familiari, ma anche a 2.000 studenti universitari e ai professionisti che operano nel campo dell’infanzia. Attraverso otto Centri Educativi Territoriali, auspica di produrre un cambiamento culturale sensibilizzando, sull’importanza di un ambiente educativo stimolante, non solo le famiglie, ma anche i fornitori di servizi.

In particolare sabato 4 maggio è stato inaugurato, presso il nido d’infanzia “Gattonando” di Pistrino, il Centro Educativo Territoriale della Valtiberina, una delle azioni previste all’interno del progetto regionale “Edu Sostenibile – la comunità nella sostenibilità educativa per l’infanzia”, cofinanziato con il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e che si rivolge a genitori e bambini con età 0-6 anni.

E’ possibile contattare il Centro Educativo Territoriale della Valtiberina recandosi personalmente presso la sede, che il Nido “Gattonando di Pistrino, il mercoledì con orario 10-12; inviando una mail a cet.valtiberina@edusostenibile.it o telefonando ai numeri 345/6136304 – 329/6558502.

maiolica assisi

MAIOLICA. Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi

Non vi è museo importante al mondo che non conservi esempi delle preziose maioliche a “lustro” italiane. Tra questi il Metropolitan Museum of Art di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra e il Museo del Louvre, l’istituzione parigina da cui provengono alcune delle più importanti opere esposte nella mostra “MAIOLICA. Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi” in programma a Palazzo Bonacquisti di Assisi che si tiene dal 4 maggio 2019 al 13 ottobre 2019.

Voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte la mostra, a cura dei due esperti Franco Cocchi e Giulio Busti, presenta una selezione di circa 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private conservate non solo in Umbria ma anche in territori limitrofi come Bologna, Firenze, Faenza, Ravenna, Pesaro, Arezzo e Viterbo.

Distribuito in sei sezioni tematiche l’allestimento ripercorre gli sviluppi della maiolica dalle origini fino alle ultime manifestazioni nel Seicento e, poi, alla ripresa storicista dell’Ottocento quando tornò ad essere oggetto di vasto interesse, fino alle espressioni postmoderne e attuali divenute produzioni di artisti che alla tecnica, ancora oggi difficile e alchemica, uniscono design e creatività.

Arte bella e ingegnosa, ma fallace “che di cento pezzi sei ne vengono buoni”, scriveva Cipriano Piccolpasso intorno al 1560 della maiolica, antico nome del lustro con cui i vasai del Rinascimento riuscirono, con misteriose alchimie, a colorare le ceramiche di riflessi d’ oro e di un sanguigno rosso rubino.

Proveniente dall’Oriente e giunta per vie ancora non del tutto chiare nelle botteghe italiane – ma certamente attraverso la Spagna moresca- pochi riuscirono nell’ impresa di produrre la maiolica.

Derutesi ed eugubini ne fecero una sorta di monopolio, benché non mancarono numerosi tentativi in diverse parti d’Italia.

Di gran moda fra Quattro e Cinquecento, le maioliche importate dalla Spagna, prima, e quelle di Deruta e di Mastro Giorgio da Gubbio divennero parte dei corredi domestici e degli arredi delle case reali e delle più nobili e importanti famiglie d’Europa.

Le maioliche dorate di Deruta impreziosivano i ritratti di dame e madonne, santi e cavalieri. Quelle di Gubbio coloravano di un rosso, mai visto prima, le illustrazioni dei miti dell’antichità, entrambe cogliendo in pieno lo spirito del tempo così da rappresentare una delle espressioni più diffuse del Rinascimento italiano.

Con i nuovi sgargianti colori scopriremo l’evoluzione delle forme, degli stili e delle decorazioni che caratterizzano vasi, scodelle, brocchette, albarelli noti per il loro uso farmaceutico e che hanno trasformato in oggetti decorativi manufatti la cui funzione in precedenza era di uso quotidiano. Ne sono un esempio i piatti da pompa destinati non ad essere messi a tavola ma ad essere esposti, su cui vengono raffigurate immagini sacre e profane come scene di guerra, figurazioni amorose, profili di uomo e di donna, putti, muse, santi, lettere dell’alfabeto e stemmi araldici.

Per questa mostra Atlante si è occupata della gestione organizzativa ed esecutiva dei trasporti e dell’allestimento

InfoDove siamo
Palazzo Bonacquisti – Piazza del Comune – Assisi
Biglietti: Intero € 5; ridotto € 3
Orari di apertura
Dal martedì al venerdì: 15.00 – 19.00
Sabato e domenica: 11.00-19.00
Info e prenotazioni
Tel: 075.8198419 (in orari di apertura museo) – palazzobonacquisti@fondazionecariperugiaarte.it

Unforgettable umbria

Unforgettable Umbria. L’arte al centro fra vocazione e committenza

La Fondazione CariPerugia Arte presenta “UNFORGETTABLE UMBRIA – L’arte al centro fra vocazione e committenza”, un racconto sul secondo Novecento in Umbria attraverso le opere di grandi artisti che qui hanno scelto di vivere e lavorare, nello spazio di una stagione o di un’intera vita.

Curata da Alessandra Migliorati, Paolo Nardon e Stefania Petrillo, la mostra è ospitata a Perugia nel piano nobile di Palazzo Baldeschi al Corso dal 13 aprile al 3 novembre 2019 e propone una selezione di dipinti e sculture di oltre cinquanta artisti di fama internazionale: tra gli altri, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Alexander Calder, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Yves Klein, Leoncillo, Brian O’Doherty, Sol LeWitt, Beverly Pepper, Ivan Theimer e Giuseppe Uncini.

Nella misura raccolta di una regione in cui paesaggio e memoria costituiscono un valore indissolubile, molti artisti hanno trovato la dimensione ideale per la loro ricerca, riconoscendosi intimamente nei luoghi, o, più semplicemente, cogliendone in profondità quell’identità che, in molti casi, hanno saputo interpretare e arricchire.
Ne emerge un ricchissimo mosaico di presenze e una storia densa e di occasioni espositive e interventi sul territorio, spesso favoriti da un lungimirante mecenatismo.

Attratti dalla splendida campagna di Todi sono stati, tra i tanti, Piero Dorazio e Alighiero BoettiWilliam Congdon, partito da New York, dopo aver attraversato l’Europa, nel 1959, con la conversione, si stabilisce per vent’anni ad Assisi; Giuseppe Capogrossi realizza grandi murali nell’ex convento dei Cappuccini a Gubbio; Sol LeWitt elegge la sua casa sul Monteluco di Spoleto come baricentro alternativo alla sua dimora americana. Persino Yves Klein nell’arco della sua breve esistenza ebbe modo di venire in Umbria almeno cinque volte lasciando lo straordinario ex voto nel Monastero di Santa Rita a Cascia. L’ex voto, realizzato per invocare “grande bellezza” su tutta la sua opera, è in mostra insieme a uno splendido Monocromo anch’esso lasciato tre anni prima nel Santuario.

Nel 1993 Piero Dorazio scriveva sul saggio ‘Vivendo in Umbria’: “Todi riscuote da qualche anno un grande successo internazionale. È una città bellissima e niente affatto provinciale; la campagna e la cultura rurale che la circondano ne fanno un sito ideale per chi esercita una professione creativa. In tutti gli anni che ho trascorso qui piano piano ho visto artisti, scrittori, professionisti stabilirvi la loro residenza [..]. Ma cosa trovano artisti e intellettuali da queste parti? Certamente qualcosa che hanno sempre cercato come me. Forse proprio l’equilibrio del vivere il fare e la meditazione che ho descritto più sopra, un bene inalienabile che la nostra civiltà sembra aver dimenticato”.

Sono solo alcune testimonianze degli ospiti illustri che in mostra vanno ad affiancarsi a due grandi umbri: Burri e Leoncillo, due maestri che, pur tra loro così diversi per linguaggio e destino, hanno entrambi avviato la loro ricerca da un profondo radicamento nell’antica cultura della regione.

Tante traiettorie individuali si sono intrecciate in Umbria, tradizionale crocevia culturale, anche in alcune mostre che hanno fatto epoca, come “Spoleto 62”, la grande rassegna di sculture di cui il monumentale stabile di Calder è oggi indiscusso simbolo, o “Lo spazio dell’immagine”, la rassegna che nel 1967 a Foligno fu tra le prime a verificare le nuove ricerche su “opere-ambiente”.

In mostra vengono inoltre presentati per la prima volta tutti i bozzetti originali realizzati dai 27 artisti per lo spettacolare Campo del Sole sul Lago Trasimeno.

Il prezioso catalogo, realizzato da Fabrizio Fabbri Editore anch’esso curato da Alessandra Migliorati, Paolo Nardon e Stefania Petrillo, racchiude storie, esperienze, note critiche e suggestioni a fianco di una dettagliata documentazione delle opere.

UNFORGETTABLE UMBRIA – L’arte al centro fra vocazione e committenza è dunque una preziosa occasione anche per scoprire o ripercorrere gli itinerari di un’arte contemporanea capillarmente diffusa nella regione, spesso in suggestivo dialogo con il tessuto dei centri storici o gli scenari unici del suo paesaggio.

Per questa mostra Atlante si è occupata dei trasporti e dell’allestimento delle opere

Orari di apertura
Dal martedì al giovedì: 15.00 – 19.30
Dal venerdì alla domenica: 11.00 – 13.30/14.30 – 19.30
Info e prenotazioni
Tel: 075.5734760 (in orari di apertura museo) – palazzobaldeschi@fondazionecariperugiaarte.it