Abbiamo allestito la mostra “God Year” di Paolo Canevari, a cura di Lorenzo Fiorucci presso la Pinacoteca Comunale di Città di Castello. L’inaugurazione sarà Sabato 15 Novembre 2025.




Abbiamo allestito la mostra “God Year” di Paolo Canevari, a cura di Lorenzo Fiorucci presso la Pinacoteca Comunale di Città di Castello. L’inaugurazione sarà Sabato 15 Novembre 2025.




Nel cuore del Rinascimento umbro, lo storico Palazzo Vitelli a Sant’Egidio ha ospitato nel 2025 la mostra Metallica. Scultura in Italia 1947–2025, un importante percorso espositivo dedicato alla scultura italiana, dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri. Oltre alla ricchezza delle opere e al valore del contesto architettonico, la mostra si è distinta anche per l’approccio educativo e divulgativo promosso da Atlante Servizi Culturali.
Da anni attiva nella valorizzazione del patrimonio museale e artistico del territorio, Atlante ha curato visite guidate e momenti di approfondimento rivolti a diversi pubblici, con particolare attenzione al mondo della scuola. Le attività educative si sono articolate in percorsi didattici differenziati per fasce d’età, capaci di avvicinare bambini, ragazzi e studenti alla scultura contemporanea attraverso il linguaggio della materia, della forma e del dialogo con lo spazio.




(Novembre 2024 – Maggio 2025)
Nel contesto del più ampio progetto di welfare culturale promosso dalla Galleria Nazionale dell’Umbria e dal Comune di Perugia, a partire da dicembre 2024 ha preso avvio un ciclo di appuntamenti mensili dedicati alle famiglie, incentrati sull’esplorazione creativa del patrimonio museale attraverso il linguaggio del colore. L’iniziativa, che ha visto la collaborazione tra il Museo Nazionale di Perugia e il Comune, nasce come prosecuzione e consolidamento delle attività precedentemente sviluppate dall’Ufficio Servizi Educativi della Galleria in collaborazione con Atlante Servizi Culturali, il cui successo ha dimostrato il bisogno, il desiderio e il valore di uno spazio culturale capace di rendere protagoniste le famiglie, che sappia parlare a tutte le generazioni.







Il 30 settembre 2024 si è concluso il progetto di welfare culturale, che ha visto coinvolti ragazzi provenienti dal CSM (Centro di Salute Mentale) e della cooperativa La Rondine di Città di Castello, per la costituzione di un gruppo di guide inclusive e per la realizzazione della nuova audioguida per gli EX Seccatoi del Tabacco in Comunicazione Aumentativa Alternativa.
Ringraziamo tutti i partecipanti e gli enti che hanno preso parte al progetto per la straordinaria disponibilità.
Linee Guida PR FESR 21-27 def WebDownload






L’intervento è stato realizzato con il sostegno dei Fondi PR – FESR 2021-2027 – Priorità 1 – OS 1.3. – Azione 1.3.4. Bando per il sostegno dei progetti nel settore del welfare culturale – anno 2023. CUP G18C23001560006
La ricorrenza del 500° anniversario della morte del Perugino è un’occasione per riscoprire questo incredibile artista in modo innovativo e coinvolgente.
In questa prospettiva, dal 21 giugno al 2 ottobre a Palazzo Baldeschi, in Corso Vannucci a Perugia, sarà in mostra non una semplice esposizione, ma un vero e proprio dialogo tra due dei maggiori artisti di origine umbra: Pietro Vannucci e Alberto Burri.
Due grandi maestri accumunati dal suggestivo utilizzo del fondo nero per le loro opere,capaci di dar vita ad una mostra del tutto inedita. Una vera novità nel panorama espositivo, in cui il visitatore potrà fare esperienza del confronto tra arte rinascimentale e contemporanea.
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Saranno circa 20 le opere esposte, accuratamente selezionate dai due curatori della mostra, la storica dell’arte Vittoria Garibaldi e il Presidente della Fondazione Burri Bruno Corà.
Grazie alla collaborazione con la Fondazione Burri, che ha messo a disposizione le opere dell’artista tifernate, e agli importanti prestiti di prestigiosi musei, a partire dalla Galleria Nazionale dell’Umbria fino alla Galleria degli Uffizi e al Museo del Louvre, è stato possibile creare un percorso espositivo coinvolgente che fa emergere i tratti comuni di due artisti pari per grandezza e solo apparentemente distanti.
Per questa mostra Atlante Servizi Culturali si è occupata del trasporto delle opere di Alberto Burri e dell’allestimento.










Il furto, nel 1902, degli sportelli della Custodia di Sant’Eustachio privò l’arte abruzzese di un tassello importante per la ricostruzione della pittura centro italiana del XIV secolo oltre che del ciclo narrativo più grande dedicato alla figura del santo. Dopo il furto l’opera fu tagliata nelle scene che la componevano, immesse come “tavolette” sul mercato antiquariale.
Nel 2022, grazie all’ acquisto da parte del Ministero della cultura di quattro tavolette sul mercato antiquario, il Museo Nazionale d’Abruzzo ha oggi nelle sue collezioni otto delle sedici scene che raccontano la storia di Sant’Eustachio.
Dall’importante acquisizione è nata l’idea della mostra curata da Federica Zalabra e Cristiana Pasqualetti che, grazie anche al generoso prestito di una collezione privata, espone, assieme per la prima volta dalla dispersione, le tredici tavolette finora rintracciate e, grazie alla collaborazione con la Diocesi di Sulmona, la statua del santo un tempo conservata nella Custodia.
Un’occasione fondamentale per poter studiare l’ancora anonimo Maestro di Campo di Giove e apprezzare l’aspetto originale della Custodia grazie a una ricostruzione virtuale basata sui documenti esistenti.
Oltre alla ricostruzione virtuale della custodia, sono stati realizzati un video animato per raccontare ai bambini la storia di Eustachio, una App per indagare scientificamente le opere attraverso le indagini multispettrali e tre pannelli tattili per non vedenti la cui modellazione digitale, grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, è stata realizzata da Simone Rasetti.
Per questa mostra Atlante Servizi Culturali si è occupata dell’allestimento e delle visite guidate.



















Il 2023 sarà ricordato come l’anno del Perugino.
Dal 4 marzo all’11 giugno 2023, in occasione del V centenario della sua morte, la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia celebra con una grande mostra, curata da Marco Pierini e Veruska Picchiarelli, Pietro Vannucci (1450 ca.-1523), il più importante pittore attivo negli ultimi due decenni del Quattrocento.
Volendo fare di sua mano Lui è il meglio maestro d’Italia. Con queste parole, in una lettera inviata da Roma a Siena il 7 novembre 1500, il banchiere Agostino Chigi presenta Pietro Perugino al padre Mariano, cogliendo con sorprendente capacità di sintesi due aspetti fondamentali della sua produzione: la straordinaria qualità e la presenza, che sarebbe diventata preminente, dell’intervento di collaboratori.
Che Pietro di Cristoforo Vannucci da Castel della Pieve fosse considerato il più grande pittore attivo negli ultimi due decenni del Quattrocento è comprovato da molte altre fonti dell’epoca: tuttavia questo primato inizia gradualmente a dissolversi. Se si presta fede al Vasari, il giro di boa è segnato dalla presentazione al pubblico fiorentino, nel 1507, della pala destinata all’altare maggiore della basilica della Santissima Annunziata. Un clamoroso insuccesso, di fronte al quale un perplesso Perugino, quasi sessantenne, si difende dichiarando la sua impotenza di fronte a mutamenti del gusto ormai al di fuori della sua portata: Io ho messo in opera le figure altre volte lodate da voi e che vi sono infinitamente piaciute. Se ora vi dispiacciono e non le lodate, che ne posso io?, avrebbe commentato.
Molto probabilmente le numerose opere prodotte in questa estrema propaggine della sua attività, anche grazie all’aiuto di una bottega industriosissima, hanno inciso in modo considerevole nella valutazione della statura del Vannucci, non solo da parte dei contemporanei, ma anche e soprattutto dei posteri.
Lo scopo principale di questa mostra è quello di recuperare la giusta prospettiva, per restituire a Perugino il ruolo che gli avevano assegnato il suo pubblico e la sua epoca.
Da qui, la scelta di individuare per il progetto espositivo solo dipinti del Vannucci antecedenti al 1505, anno nel quale sono già portate a compimento tre commissioni che segnano l’apice della sua carriera: la Crocifissione della Cappella Chigi in Sant’Agostino a Siena, la citata Lotta fra Amore e Castità già a Mantova e soprattutto lo Sposalizio della Vergine per la cappella del Santo Anello del Duomo di Perugia, oggi nel Musée des Beaux-Arts di Caen.
Un’ulteriore riflessione suscitata dall’immagine dell’artista che la critica ci ha consegnato sottende il secondo registro di lettura della mostra. La tendenza, cioè, a parlare spesso del pittore in abbinamento ad altri grandi maestri del suo tempo: l’allievo di Verrocchio, il maestro di Raffaello, il compagno di studi di Leonardo. Questo spunto ha fornito l’occasione per riflettere in maniera più compiuta sul ruolo che Pietro ha effettivamente svolto nel panorama artistico contemporaneo.
Nell’indagare entrambi i filoni di ricerca, si è imposta subito come necessità quella di procedere sulla base di una geografia, che segue di tappa in tappa gli spostamenti del pittore o delle sue opere attraverso l’Italia. È sorprendente, infatti, come Perugino abbia lasciato tracce profonde del suo magistero in tutte le località della penisola toccate dalla sua attività, da nord a sud, a iniziare ovviamente dall’Umbria e dalla Toscana, teatri per eccellenza del suo lavoro, nonché sedi delle sue botteghe di Perugia e Firenze.
L’obiettivo finale è quello di recuperare lo sguardo dei contemporanei, e di tornare a vedere in Pietro Perugino un protagonista assoluto del Rinascimento, quale fu per almeno due decenni.
L’esposizione, dal titolo “Il meglio maestro d’Italia. Perugino nel suo tempo”, restituirà all’artista il ruolo che il pubblico e la sua epoca gli avevano assegnato, presentando i suoi maggiori capolavori, tutti antecedenti al 1504, nel momento in cui si trovava all’apice della sua straordinaria carriera.
La mostra darà conto, nella maniera più completa possibile, dei passaggi fondamentali del suo percorso: dalle prime collaborazioni nella bottega di Andrea del Verrocchio alle capitali imprese fiorentine che fecero la sua fortuna (come ad esempio le tre tavole già in San Giusto alle Mura, oggi nelle Gallerie degli Uffizi, o la Pala di San Domenico a Fiesole); dagli straordinari ritratti alle monumentali pale d’altare, quali il Trittico Galitzin, ora alla National Gallery di Washington, e il Polittico della Certosa di Pavia, per gran parte alla National Gallery di Londra ed eccezionalmente ricomposto per l’occasione.
Per questo importante evento espositivo Atlante Servizi Culturali si è occupata delle visite guidate.










Il progetto BeamUp volge al termine e si sposta in Croazia. Qui al MSU (Muzej Suvremene Umjetnosti) fra il 3 e il 4 marzo si è svolto il terzo symposium e Teg Meeting. Oltre a questi importanti incontri abbiamo visitato la mostra parte del progetto europeo BeamUp (Blinde engagement in accessible museum projects) del museo.






Atlante Servizi Culturali è stata invitata nella giuria dell’International Circus Festival organizzato da Cirko Meno Asociacija, festival del circo per ragazzi dai 7 ai 20 anni che si svolge a Marijampole, in Lituania. Per noi è stato fantastico poter vedere l’energia di questi giovani provenienti dai paesi più diversi come Israele, Ucraina, Lettonia o Mongolia.





