Atlante Servizi Culturali si aggiudica un importante bando europeo di durata biennale.
Alla base del progetto relazioni internazionali tra musei, con particolare attenzione alla disabilità visiva.
Atlante Servizi Culturali si aggiudica un importante bando europeo di durata biennale.
Alla base del progetto relazioni internazionali tra musei, con particolare attenzione alla disabilità visiva.
Per le scuole d’infanzia di Città di Castello (San Francesco di Sales), S.Egidio (Scuola dell’Infanzia e Sezione Primavera “Madonna della Villa) e San Giustino (Scuola d’Infanzia Santa Teresa Nido Arcobaleno), Atlante Servizi Culturali ha progettato e realizzato un calendario di appuntamenti laboratoriali per avvicinare i bambini all’arte contemporanea e introdurre negli incontri l’utilizzo della lingua inglese.
Il progetto si sviluppa in un calendario di appuntamenti che volta per volta affrontano i temi della materia, della forma e dello spazio, tre elementi fondamentali nell’arte del ‘900, soprattutto nel linguaggio di Alberto Burri. Le attività, in modo giocoso e divertente, approfondiranno proprio questi concetti, legandosi l’un l’altra e sperimentando alcune delle potenzialità di ogni singolo elemento.
I bambini partecipanti saranno invitati a scoprire ed esplorare in modo giocoso e partecipato le qualità cromatiche e sensoriali della materia, la potenzialità espressive della forma e l’interazione delle linee con lo spazio.
Sabato 9 Dicembre, presso la Pinacoteca Comunale di Città di Castello, è stata inaugurata Paolo Icaro. Unending Incipit, una mostra a cura di Davide Ferri e Saverio Verini, prodotta dalla casa editrice Magonza, con la collaborazione del Comune di Città di Castello e dell’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio. Secondo appuntamento del Progetto Extramuros, l’esposizione si snoda negli storici spazi di Palazzo Vitelli alla Cannoniera, interessando le sale, il loggiato e il giardino all’italiana della prestigiosa sede della Pinacoteca.
Sabato 21 ottobre 2017 alla Chiesa di Santa Maria della Spina a Pisa è stata inaugurata l’installazione dell’artista Flavio Favelli dal titolo Corona. Organizzata dal Comune di Pisa in collaborazione con l’Università degli Studi di Pisa, la Scuola Normale Superiore, l’Associazione SpazioTempo di Michela Rizzo, Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi e Atlante Servizi Culturali, curata da Ludovico Pratesi, l’installazione è stata ideata da Flavio Favelli appositamente per questo luogo ed è la terza di una serie di interventi site specific di grandi artisti nazionali e internazionali realizzati all’interno della piccola chiesa, affacciata sui lungarni di Pisa.
Flavio Favelli, nato a Firenze nel 1967, vive e lavora a Savigno, Bologna. Dopo la Laurea in Storia Orientale all’Università di Bologna, ha iniziato la sua attività artistica prendendo parte al Link Project (1995-2001). Partecipa alla residenza TAM a Pietrarubbia diretta da Arnaldo Pomodoro nel 1995 e al Corso Superiore Arti Visive della Fondazione Ratti con Allan Kaprow nel 1997.
Ha esposto in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero, tra cui il Marco e il MAXXI di Roma, il Museo Marino Marini di Firenze e il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Ha progettato e realizzato due installazioni bar funzionanti al MAMbo e al MARCA di Catanzaro e due ambienti pubblici permanenti: Vestibolo nella Sede ANAS di Venezia di Palazzetto Foscari e Sala d’Attesa nel Pantheon di Bologna all’interno del Cimitero Monumentale della Certosa. Ha partecipato a due Biennali di Venezia, quella a cura di Francesco Bonami e quella a cura di Bartolomeo Pietromarchi. Ha partecipato a seminari e conferenze presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, Brera a Milano al Politecnico di Torino, all’Università di Bolzano e Bologna, alla Quadriennale di Roma e presso numerose altre istituzioni pubbliche e private. Le sue opere sono presenti nelle principali collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.
Per questa mostra Atlante ha collaborato all’allestimento e gestito l’organizzazione dei servizi al pubblico.
Domenica 8 Ottobre 2017, Giornata FAMU presso Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri
Come si integra un museo di arte contemporanea in un panorama del Rinascimento? Come un Ex edificio industriale, esternamente tutto dipinto di nero, si staglia tra le verdi colline umbre? In che modo le opere custodite all’interno dialogano con gli abitanti del luogo? Arte fuori, arte dentro è un viaggio aperto tra il grande progetto di Alberto Burri, che ha donato a Città di Castello due importanti collezioni, e la città stessa. Burri recupera una struttura fortemente identitaria del posto per farne uno dei suoi musei e sceglie di rivestirla completamente di vernice nera. Questo non colore, da sempre associato al buio, all’oscurità, alla tristezza, diventa uno dei simboli della sua arte e rappresenta perciò un ideale di bellezza. Bellezza per tutti, fuori e dentro, per chiunque si muova tra le linee morbide e forti delle sue forme e gli elementi architettonici che le ospitano. Si abbattono i pregiudizi così come cadono le mura, non più barriere che dividono ma linee che segnano un percorso da compiere insieme.
Fuori-dentro, buio-luce, grande-piccolo, colore-materia, diverso-uguale. I punti di vista si ribaltano, ruotano e si sovrappongono, tutto in favore della condivisione di esperienze e dell’energia propositiva scaturita dall’incontro.
I bambini sono stati invitati ad entrare letteralmente dentro il nero di Burri, a muovere le sue linee e a dare voce alle sue opere. Un’esplorazione collettiva, divertente e rumorosa per stimolare la fantasia e vivere insieme un’esperienza nuova.
Il progetto di Atlante per la giornata FAMU ha ricevuto una MENZIONE SPECIALE per l’aspetto scenografico dell’attività e per la progettazione di materiale supplementare.
Per l’anno scolastico 2017-2018 Atlante Servizi Culturali propone un servizio di visite didattiche partecipate a mostre e musei e di laboratori da svolgere in classe che introducano i partecipanti alla scoperta dell’arte contemporanea e di tutte le possibilità di riflessione, confronto e creatività che questa disciplina offre.

Dal 6 ottobre 2017 il Polo Museale regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo ha presentato, presso la Cappella dell’Incoronazione, la mostra dedicata all’opera di Giovanni Rizzoli, a cura di Bruno Corà.
Con una scelta mirata e significativa di quattro importanti sculture realizzate tra il 2008 e il 2014 – Doppio infinito (impossibilità dell’escathon), 2008-2009, Infiniti infiniti, 2011 e due diverse versioni di Oltre, 2013-2014 (tutte opere in pregiati marmi neri del Belgio e vetro di Murano) – Rizzoli interviene in una cruciale querelle millenaria che attraversa il pensiero scientifico, estetico e religioso inerente la spazio-temporalità dell’infinito e dell’eternità dell’universo, dimensioni che egli evoca con opere le cui forme, tanto enigmatiche quanto perentoriamente definite in senso plastico e simbolico, dischiudono e suscitano sostanziali riflessioni sulla possibile fine dei tempi (escathon) con quesiti ineludibili. Insieme alle estreme coordinate universali che non possono non chiamare in causa anche le dimensioni trascendentali, l’opera di Rizzoli apre, con non minore trepidazione, un’interrogazione sulla figura storica del Cristo, possibile ipotesi, speranza e chiave risolutiva dell’enigma escatologico e della sua eventuale impossibilità.
Esponente di punta della generazione artistica europea degli anni Novanta, autore di sintomatiche esperienze pittorico-plastiche che hanno attraversato la poetica post-human anticipandone e superandone le problematiche salienti, Rizzoli ha tra le sue imprese artistiche la partecipazione a importanti rassegne come la Biennale di Venezia (1999, a cura di Harald Szeeman), la XV Quadriennale di Roma (2008) e numerose altre mostre in gallerie d’arte europee ed americane. Recentemente la sua scultura è stata collocata en plein air in permanenza in un parco pubblico della Lombardia, insieme con l’opera dell’artista franco-americana Louise Bourgeois, a cui Rizzoli era legato da un lungo sodalizio, e con quella di Tristano di Robilant.
Giovanni Rizzoli è nato a Venezia (1963) e vive a Milano, dove ha lo studio. Dopo aver trascorso l’adolescenza in Canada, tornato in Europa nel 1984-85 frequenta la Sotheby’s Style in Art Course di Londra, nel biennio 1985-87 l’Architectural Association di Londra e dall’87 al ’90 l’Università di Cà Foscari a Venezia, dove si laurea in Storia dell’arte. Nell’88 frequenta la Sumi School of Painting di New York. Tornato in Italia si stabilisce a Milano.
Per questa mostra Atlante si è occupata della logistica dei trasporti.
Atlante Servizi Culturali al lavoro a Palermo per l’allestimento della mostra di Franco Giuli Strutture e Spazi di Superficie.
Palermo – Dal 13 settembre 2017 il Polo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, ospiterà al Museo di Palazzo Belmonte Riso, la mostra dedicata all’opera del Maestro Franco Giuli, a cura di Bruno Corà.
Con un repertorio di circa trenta opere, appartenenti a due periodi significativi dell’attività di Giuli, peraltro in stretta relazione tra loro, l’artista residente a Fabriano e Roma, ormai sulla scena artistica sin dalla metà degli anni Sessanta, presenta a Palermo gli esiti maturi della sua incessante indagine della superficie di organismi pittorico-plastici a base di materiali come legno, cartone e carte policrome capaci di suscitare inedite spazialità. E’ indubbio, infatti, che le modalità operative con cui, Giuli giunge alla creazione delle sue opere – che pur insistendo a situarsi nella sfera pittorica, non possono più definirsi come quadri dipinti ma piuttosto quali vere forme pittorico-plastiche – rivelano una notevole capacità di sperimentazione e invenzione spaziale. Con una assidua azione di elaborazione di cartoni di diversa qualità e consistenza, ponendo in atto differenti trattamenti delle superfici, Giuli ha raggiunto una riconoscibile cifra immaginifica che è in perenne modificazione.

Saranno esposti in mostra, sia i “Cartoni in rilievo” (1975-76), sia le “Angolature su carta” (1976), sia i “Cartoni + legni” (1977-79” e gli “Acrilici su juta” (1979-80), che la più recente produzione di vari rilievi e incastri su cartoni ondulati sorprendentemente fecondi di risultati efficaci e di intensa qualità plastica. Giuli si conferma così come uno dei Maestri di quella generazione esordita a metà degli anni Sessanta che, dopo Cagli, Mannucci, Uncini, con lo stesso Mattiacci, hanno costituito un polo artistico attivo nelle Marche con influenze su tutto il territorio nazionale.

In collaborazione con la galleria Edieuropa di Roma.
Franco Giuli ha partecipato, dal 1960, alle più importanti mostre nazionali e internazionali, tra le quali: la XXXVI Biennale di Venezia nel 1972, nel 2007 (eventi collaterali) e nel 2011; Astratta, Secessioni Astratte in Italia dal dopoguerra ad oggi, Verona, Milano e Darmstadt; Linee della Ricerca Artistica in Italia dal 1960 al 1980, Palazzo delle Esposizioni, Roma; Nuove tendenze della Pittura Europea, Düsseldorf; Museo delle Collezioni, Bucarest; Rapporti tra Critica Analitica e Ricerca nelle Arti Visive, Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna; Art ’90 For Europe, Londra; Domotecnica, Colonia; Art 7 Basel; Arte Fiera, Bologna; Galleria d’Arte Moderna, Gallarate; L’Arte Italiana del XX secolo attraverso i grandi marchigiani, Mosca e Mole Vanvitelliana, Ancona; Museo de Arte Contemporanea Rio de la Plata, Argentina; Centro de Esposiciones y Congresos, Saragozza, Spagna. Tra i riconoscimenti si annoverano il Premio Michetti, il Premio Marche e il Premio Termoli.

INFO:
Franco Giuli. Strutture e spazi di superficie
A cura di Bruno Corà
Palazzo Belmonte Riso
Corso Vittorio Emanuele, 365 – Palermo
Allestimento a cura di Atlante Servizi Culturali
2017 – 13 settembre – 10 novembre
Orari di apertura: martedì, mercoledì, domenica 10.00 – 19.30
giovedì, venerdì, sabato 10.00 – 23.30
lunedì chiuso, eccetto i festivi
Ingresso
intero euro 6 – ridotto euro 3
Dal 6 al 16 giugno nell’ambito del progetto “Alternanza Scuola-Lavoro” Atlante avvia un percorso di formazione e affiancamento dei ragazzi delle scuole superiori per fornire le competenze base necessarie per poter svolgere l’attività di mediazione culturale.
La prima fase del progetto prevede l’acquisizione degli strumenti utili ad affrontare le giornate di lavoro alla Galleria Nazionale dell’Umbria, dalla preparazione storico-artistica al potenziamento della lingua inglese in previsione di spiegazioni al pubblico straniero fino ai metodi e alle competenze comunicative da acquisire nella mediazione artistica.
Al termine delle giornate formative gli alunni verranno dotati del un cartellino di riconoscimento “Chiedi a me – Ask me” e saranno presenti nei pressi delle opere principali della collezione della Galleria per offrire un servizio libero di divulgazione e approfondimento.
Gli operatori di Atlante lavoreranno in modo partecipativo con i ragazzi per promuovere un atteggiamento positivo verso il museo, favorire l’apprendimento di conoscenze e nuove terminologie in ambito storico-artistico e stimolare una maggiore consapevolezza delle proprie attitudini.
Pinacoteca Comunale di Città di Castello (PG)
30 aprile – 9 luglio 2017
Indagine sull’interpretazione e sulla rappresentazione del concetto di confine, la mostra presenta ventuno artisti diversi per generazione, provenienza, poetica e ricerca stilistica, che si confrontano sul tema del limite, sia esso geografico, sociale o mentale, attraverso opere ed espressioni differenti, dalla fotografia al disegno, dalla pittura alla scultura fino al video e all’istallazione ambientale.
Articolandosi in cinque sezioni, tese ad indagare le accezioni di confine dai suoi significati più traumatici ed attuali sino a quelli più narrativi e biografici, l’esposizione prende avvio da una selezione di mappe storiche legate al territorio di Città di Castello, creando un legame tra antichità e contemporaneità, testimoniando l’interesse da sempre radicato nei confronti di questo tema.
Nelle sale rinascimentali della Pinacoteca Comunale, già custodi di importanti lavori di Luca Signorelli e Raffaello, si snoda un percorso denso e coinvolgente, che invita a riflettere sulla convenzionalità di idee di confine, teso a modificarsi non solo a seguito di questioni socio-politiche, ma anche introspettive e biografiche.
L’allestimento, i trasporti e la gestione della mostra (biglietteria, guardiania, visite guidate e bookshop) sono stati effettuati da ATLANTE servizi culturali.
Per info e prenotazioni:
Magonza editore – 0758554202 – www.magonzaeditore.it